84. Le Province Unite verso il dominio dei mari.

   Da: I. Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna,
Il Mulino, Bologna, 1978

 Ancora pi straordinaria di quella inglese fu l'espansione
economica delle Province Unite - la futura Olanda, dal nome di una
delle regioni componenti l'Unione -, che raggiunse il culmine in
pieno Seicento. Nel brano seguente il sociologo statunitense
Immanuel Wallerstein ripercorre il cammino di tale sviluppo,
indicandone i principali motori nell'organizzazione alimentare ed
agricola, nel settore manifatturiero e mercantile, e soprattutto
nel ramo delle costruzioni navali, che consent agli olandesi di
superare nella navigazione commerciale qualunque potenza europea.


   Le Province Unite, questo deposito di sabbia e di fango
ereditato dalle glaciazioni, furono la prima potenza egemone
nell'economia europea dopo il fallimento dell'Impero mondiale
tentato da Carlo quinto. L'economia olandese conobbe i suoi
momenti pi felici tra il 1625 e il 1675, quando giunse all'acme
un sistema di produzione che si era sviluppato dalla forma
storicamente antichissima della raccolta del cibo. Nel caso
degli Olandesi si trattava della raccolta del pesce: in
particolare della pesca e della salatura delle aringhe. Le aringhe
furono la miniera d'oro olandese. Gli Olandesi - scrisse un
contemporaneo - pescano pi aringhe e le preparano meglio di
qualunque altra nazione; ed il Signore, per mezzo delle aringhe,
ha fatto dell'Olanda il centro del commercio di tutta l'Europa.
L'aringa fa marciare il commercio olandese ed il commercio
olandese tiene a galla il mondo.
   Le origini di tale efficienza vanno cercate nell'invenzione -
che risale al 1400 - dello Haringbuis, un battello per la pesca il
cui rapporto lunghezza-larghezza forniva buona manovrabilit,
possibilit di tenere il mare con ogni tempo, grandi capacit di
carico. La struttura di queste navi era tale che i loro ampi ponti
rendevano possibile la lavorazione del pesce a bordo. Su questi
battelli i pescatori potevano prendere il largo tenendo il mare
per sei-otto settimane. Effettuata la pesca e lavorato il
prodotto, il carico veniva trasbordato su imbarcazioni pi piccole
che tornavano a terra.
   Gli Olandesi non praticavano soltanto la pesca delle aringhe
nel Mare del Nord ma pescavano anche i merluzzi in Islanda e
cacciavano le balene fin nei mari polari. Le balene non erano
richieste come cibo, ma erano ricercate per i prodotti che esse
fornivano, cio olio, usato per saponi e come combustibile per le
lampade, e osso, utilizzato per l'abbigliamento. Nel
diciassettesimo secolo gli Inglesi consideravano irritante che i
marinai delle Province Unite potessero pescare al largo delle loro
coste e facessero loro concorrenza nella vendita del pesce: il
commercio delle aringhe e del merluzzo - si diceva -  la causa
della ricchezza degli Olandesi che navigano nel Baltico.
   Le aringhe, comunque, non spiegano tutto. Gli Olandesi
mostrarono le loro grandi qualit anche nell'agricoltura. Si
tratt d'una conquista prodigiosa, sia per l'ampiezza delle
conseguenze che per l'intensit dello sforzo: i Paesi Bassi,
infatti, non erano adatti geograficamente n alla coltivazione dei
cereali, n a qualsiasi altro tipo di coltivazione. Questa
arretratezza originaria fu superata in due modi. Primo: i
procedimenti per eliminare l'acqua dall'entroterra e per ottenere
suolo ad uso agricolo portarono all'invenzione dei mulini a vento
e ad una fioritura dell'ingegneria tale che fece diventare
l'Olanda il centro della meccanica del legno. Le bonifiche
cominciarono nel 1250, ma si affermarono tra il 1600 e il 1625,
quando si registr un importante salto quantitativo: il livello
elevato delle bonifiche fu mantenuto per tutto il secolo
diciassettesimo. Secondo: la necessit spinse gli Olandesi ad
un'agricoltura intensiva che tocc il vertice tra il 1620 e il
1750.
   Dato che il suolo era poco adatto all'aratro, si dovette
aumentare la produzione rivolgendosi a colture che non esigevano
uno scasso profondo del terreno. Ci si orient verso il lino, la
canapa, il luppolo, gli ortaggi, gli alberi da frutto. Furono
migliorate le tecniche ricorrendo all'uso di strumenti semplici e
non costosi e grazie all'introduzione della coltivazione a filari,
della fertilizzazione massiccia, del lavoro accurato in aree
ristrette; non fa meraviglia che il periodo che va dal 1590 al
1670 sia stato definito il secolo dell'agricoltura olandese.
   Le Province Unite divennero un grande centro di produzione di
beni industriali. Il settore trainante fu quello tessile. La
produzione si concentr a Leiden ove si cominciarono a tessere i
fustagni per i quali divenne poi famosa l'Inghilterra. La seconda
grande industria fu l'ingegneria navale: un'industria altamente
meccanizzata che ricorse con successo ad espedienti tecnici quali
le segherie a vento, le grandi gru adatte a trasportare il
legname, ed originali modelli di carrucole e di presse. Ad
Amsterdam ebbero la loro sede molti opifici sussidiari che
fabbricavano funi, utensileria per navi, strumenti nautici. Per
costruire le navi era necessaria gran quantit di legno. Si
calcola che per allestire un vascello da guerra fossero necessarie
2000 querce che dovevano essere invecchiate per un secolo perch
il loro legno non si spaccasse troppo facilmente; 2000 querce
richiedevano allora 50 acri [un acro equivale a metri quadrati
4047] di terreno boscoso.
   L'alto livello delle costruzioni navali e la possibilit di
tenere in efficienza una grande flotta furono le condizioni che
permisero agli Olandesi di dominare i mercati mondiali.
   Nel 1670 gli Olandesi trasportavano un tonnellaggio tre volte
superiore a quello inglese e pi del tonnellaggio di Inghilterra,
Francia, Portogallo, Spagna e Germania messe insieme. Nel
diciassettesimo secolo gli Olandesi si spinsero ovunque: nelle
Indie Orientali, nel Mediterraneo, in Africa, nei Caraibi,
nell'Atlantico, in America. Riuscirono a tanto anche perch
avevano la tecnologia adatta per farlo: la loro vela quadrata
trionf su quella latina.
   Molto si  detto sulle diverse caratteristiche delle due grandi
compagnie olandesi: la Compagnia delle Indie Orientali e la
Compagnia delle Indie Occidentali. La prima fu fondata dai
mercanti di Amsterdam nel 1602, quando non era ancora conclusa la
guerra di indipendenza. Fu, da una parte, un'arma economica e
politica diretta contro la Spagna, dall'altra nulla pi che una
organizzazione atta a trasportare tutte le spezie che richiedeva
il mercato europeo. La seconda, costituita pi tardi, nel 1621,
definita un insieme belligerante di commercio e di religione,
mosse sulle rotte atlantiche. Furono gli Olandesi della Compagnia
delle Indie Occidentali a fondare New Amsterdam [la futura New
York], a conquistare il Nord-Est del Brasile, togliendolo ai
Portoghesi, a stabilire le proprie basi in Angola. Cosa accadde
durante il periodo corrispondente all'egemonia degli Olandesi sui
continenti? Anzitutto gli Olandesi tennero in scacco gli Spagnoli
in America, fornendo lo schermo navale dietro al quale gli
Inglesi e i Francesi costruirono le loro colonie. E' anche
importante ricordare che gli Olandesi furono i primi ad
organizzare in scala di massa il commercio degli schiavi per
fornire le piantagioni americane e che, quando dovettero
abbandonare le piantagioni, cercarono di restare sulla scena,
continuando ancora ad esercitare quel loro traffico. Quando nel
1675 persero il primato sui mari, lasciarono il campo alla Royal
African Company che gli Inglesi fondarono proprio in quegli anni.
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